L’auto uguale 

 

Sono solito parcheggiare sempre nello stesso posto quando torno a casa, vivo in un condominio con il parcheggio privato e più o meno tutti abbiamo le stesse abitudini in merito. È comodo fare così perché ognuno mette l’auto vicino al proprio portone d’ingresso, cosa indispensabile se si hanno le buste della spesa e una prospettiva di almeno 5 piani da dover fare a piedi, perché tanto l’ascensore è sempre guasto. Ed è inutile lamentarsi con l’amministratore condominiale, tutte le volte promette e millanta riparazioni miracolose che, puntualmente, non arrivano mai.

Stamattina sono sceso alle 7:25 come è mio solito, sono una persona estremamente abitudinaria con un programma giornaliero stipulato quasi al secondo. Sveglia alle 6:20, colazione alle 6:30 che deve essere finita, doccia alle 6:35 con relativa barba, alle 7:00 controllo la posta e guardo gli appuntamenti di lavoro e alle 7:25 esco di casa per essere alle 8:30 a lavoro.

Mi dirigo verso il mio solito posto, infilo le chiavi nella portiera della mia auto e noto che non ci entrano. Impossibile, strano, cataclisma, addio routine perfettamente studiata per non fare mai tardi. Riprovo, ritento, ma con la paura di poter danneggiare o le chiavi o l’auto in sé: a un mio amico, per dispetto, avevano messo della robaccia sull’auto e neppure a lui entravano le chiavi, per me era ovvio e palese che fosse successo anche a me, contando che sono un pessimista cronico.

Tiro fuori il cellulare per chiamare non so bene chi, ma poi guardo meglio l’auto. Esternamente identica alla mia, anche gli interni erano uguali e non c’erano dischi o cose del genere in giro per sedili o portaoggetti. Mi affaccio sui sedili posteriori e vedo uno scaldabiberon auto abbandonato lì da solo: quella non era la mia macchina.

Però, dico io, quante probabilità potevano esserci? Una macchina identica alla mia parcheggiata dove di solito parcheggio io. Ma neanche a farlo di proposito!

L’odissea del servizio clienti 

Purtroppo ho un hobby, quello di darmi al bricolage quando ho un po’ di tempo. Perché dico purtroppo? Perché in un mese mi si sono rotti il trapano avvitatore e il Dremel, a distanza di un paio di giorni l’uno dall’altro.

Col Dremel già ci ero passato qualche anno fa, hanno un servizio clienti efficientissimo e in una settimana me ne hanno mandato uno nuovo dopo essere venuti a casa a ritirarlo. Con il trapano è stata un odissea, nel vero senso della parola, mi sono sentito Ulisse in più di un’occasione. Ma andiamo per gradi.

Mi muore la batteria di punto in bianco, faccio un mea culpa essendo consapevole del fatto che di questo trapano ne abuso un bel po’ nell’arco di una giornata. Faccio un giro su internet per capire cosa mi conviene fare, se comprarne uno nuovo o provare a cambiare batteria: clicca qui, clicca là mi sono letto un sacco di post su forum di tutti i tipi per provare a giungere a una conclusione. La conclusione alla quale sono giunto è che non ci ho capito assolutamente nulla, buttando via una giornata intera per provare a raccapezzarmi tra le centinaia di opinioni diverse e discordanti.

Mi faccio coraggio e chiamo l’assistenza clienti, spiegandogli un po’ tutta la situazione. E qui inizia la trafila: mi chiedono i dati (perché?!) e mi chiedono lo scontrino. Lo scontrino?! E che ne so io dov’è lo scontrino! L’ho comprato due anni fa questo avvitatore, la garanzia copre esattamente 24 mesi, come faccio a ricordarmi dove l’ho messo?

A forza di cercare, però, salta fuori, era insieme alle istruzioni del prodotto. Lo guardo bene da vicino e mi rendo conto che praticamente era totalmente sbiadito: dal call center mi dicono che allora non possono accettarmelo e che se voglio farlo sistemare devo pagare la riparazione. E scopro che la riparazione costa quanto un avvitatore nuovo: non faceva prima a dirmelo la persona al centralino?

La mia povera schiena!

Stamattina non riuscivo ad alzarmi dal letto, avevo un dolore assolutamente insopportabile alla schiena. Ho chiamato il dottore immediatamente per capire se potesse trattarsi di colpo della strega o di qualcosa di simile, ma lo ha escluso quando gli ho detto come e quanto mi faceva male, in che posizione e a seconda di che movimenti.

Mi ha chiesto di passare da lui in giornata per visitarmi, dato che per telefono era un po’ un problema, alzarmi è stato molto complicato. Ho fatto colazione con un caffè e un antidolorifico, perché altrimenti non ce l’avrei fatta ad andare a lavoro, il problema è che dalla schiena mi partiva un male che finiva fino alla testa: il risultato era una pozione terrificante di emicrania e dolore alla schiena che non auguro onestamente a nessuno.

Probabilmente il mio materasso è giunto alla sua ora, probabilmente devo cominciare a orientarmi verso qualcosa di meglio come un modello in memory foam. Lo immaginavo che prima o poi sarebbe capitato, a lavoro sto su una sedia tutto il giorno (e spesso sto scomposto come un ragazzino che si annoia sui banchi di scuola), torno a casa e sto sulla sedia della mia scrivania, vado a dormire e mi trovo disteso su una valle di buche e molle doloranti.

Insomma, era da sospettare che sarebbe successo questo prima o poi. Non so neanche cosa potrebbe dirmi il dottore a riguardo, cure non penso ce ne siano, ho guardato su internet e tutti i “sintomi” corrispondono esattamente a problemi dati dalla postura sbagliata, casomai un salto ce lo faccio lo stesso giusto per scrupolo. Ma suppongo sia meglio prepararmi a smaltire il vecchio materasso e mandarlo in pensione, poverino, ha fatto il suo lavoro per tanti anni e se devo essere sincero non è mai stato un asso della comodità!

Errare humanum est

Non capisco cosa passi per la testa del direttore marketing o del grafico di numerosi centri commerciali che ci sono qua nella mia zona. Sono talmente gentili da portarti il catalogo annuale a casa, con tutte le sigle e i nomi utili per poter andare direttamente in negozio e chiedere ciò che si stava cercando.

Il problema è che su tre visite a uno dei negozi in questione, neppure una è stata fruttuosa. Tutte e tre degli immensi flop, causati da errori e problemi organizzativi nella gestione di non si sa cosa. Insomma, scuse campate in aria per spiegare le motivazioni che mi hanno portato a recarmi in un punto vendita per cercare delle normalissime sedie da ufficio, finendo per tornare a casa con le mani vuote.

Sapete qual era il problema? Errori. Errare humanum est, per carità, sbagliamo tutti e io per primo. Però il buon vecchio Seneca proseguiva la sua frase aggiungendo perseverare autem diabolicum, continuare a insistere nello stesso errore è diabolico, sadico e anche un po’ folle.

Ma andiamo per gradi. Mi reco al negozio dove vengo accolto dal sorriso di una bella commessa giovane e molto in gamba, alla quale chiedo il modello di sedia che mi interessava. Dopo averlo digitato sul computer, mi dice “Mi dispiace, ma quel modello non esiste nel nostro catalogo”. Essendo pignolo di natura, e avendo con me il catalogo gentilmente recapitatomi a casa, le mostro il modello stampato su carta, con nome annesso. Mi spiega che ci deve essere un errore da qualche parte, perché loro vendono quel prodotto, ma ha un nome completamente differente.

Insomma, morale della favola: mi fa vedere il prodotto, a detta sua lo stesso del catalogo, cosa che ovviamente non era. Le faccio notare le differenze, cordialmente e in maniera rispettosa, ma lei, un po’ infuriata, ripete che quel modello è identico a quello che mi sta proponendo di acquistare. E questa cosa si è ripetuta per tre volte, in tre punti vendita differenti, con tre commessi differneti.

E ribadiamolo, allora: errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

Un compleanno indimenticabile!

Sabato scorso ho festeggiato il mio compleanno con le mie amiche e i miei amici, siamo andati in pizzeria per una bella pizzata e poi al pub per berci tutti insieme una birra. È stata proprio una serata stupenda, abbiamo mangiato benissimo e ci siamo divertiti tantissimo.

Molti amici che non vedevo da un po’, perché residenti in altre città, mi hanno fatto proprio una sorpresa inaspettata, venendomi a trovare proprio per cena. I miei amici più cari avevano tenuto il segreto, ma si erano accordati con la pizzeria per aggiungere anche i loro posti a sedere, senza che io ne sapessi niente.

Mi hanno anche regalato la torta – io sono timida e molto riservata, odio dover spegnere le candeline e sentirmi cantare Tanti Auguri A Te quindi alla torta neppure ci avevo pensato! – e mi hanno sommersa di regali.

Carlo e Francesca mi hanno regalato una borsa di frange davvero bellissima, mentre Ludovica mi ha preso un set di creme biologiche alle quali facevo la corte da molto tempo. Greta, sapendo che lo volevo, mi ha regalato il Silk Epil 9, che andrà a rimpiazzare il vecchio epilatore che mi ha abbandonata dopo anni di onorata carriera. Antonio e Paola mi hanno regalato un bellissimo set di penne e pennini per la calligrafia, sapendo che è una mia passione immensa, mentre Agnese mi ha preso una bellissima agenda (mia altra grande passione) che non vedo l’ora di utilizzare.

È stata proprio una bellissima serata e il minimo che potessi fare per loro era offrirgli un drink al pub, dove abbiamo trovato altri amici ad aspettarci che, per lavoro, non potevano venire con noi a cena. Che compleanno davvero stupendo!

Ho sbagliato.. e ora?

A tutti capita di sbagliare, non c’è niente da dire a riguardo. Il problema è quando gli sbagli di qualcun altro ricadono su di te: ho avuto la malsana idea di lasciare il mio pc acceso a casa durante tutto il giorno, mio figlio (ha 12 anni), prendendo la palla al balzo, ha deciso di navigare senza che nessuno lo sorvegliasse. Io mi fido poco di questo mondo quindi lo lascio in rete solo se ci siamo io o mia moglie a fianco.

Insomma, morale della favola: ha comprato un ferro da stiro con caldaia. Farà sorridere, sembrerà divertente, ma non avete idea dell’infarto che mi è venuto quando ho ricevuto la mail che mi confermava l’avvenuto acquisto e il relativo pagamento con la carta. Ho subito chiamato in banca per sapere cosa fosse successo, dato che io non avevo comprato nulla, pensavo me l’avessero clonata. Sono stato costretto a bloccarla immediatamente e poi ho iniziato a pensare a quando me l’avrebbero potuta clonare, ho fatto un giro per i bancomat ai quali vado di solito controllando gli apparecchi (e sembrando molto sospettoso), ma non ho trovato nulla di anormale da nessuna parte. Sono solito coprire con la mano il tastierino quando digito il pin, quindi anche in presenza di una telecamera è impossibile leggere i tasti.

Torno a casa per guardare l’home banking, apro il pc e trovo una pagina di un noto retail aperta su un ferro da stiro con caldaia, il cui importo era tale e quale a quello che mi avevano detratto dalla carta. Mia moglie è esclusa dai colpevoli, dato che lavora tutto il giorno, e dubito che un ladro sia entrato in casa per comprare un ferro da stiro col mio account per poi lasciare tutto il resto al suo posto. L’unico altro possibile indagato è mio figlio: vado nella sua camera e lo trovo a letto, a far finta di dormire. Inizia a ridere dicendomi che ha trovato il pc acceso, ha navigato, ha visto scritto clicca qui sulla pagina del ferro e l’ha fatto.

Guardiamo il lato positivo: ho avuto un mezzo infarto, ma almeno so cosa regalare a mia moglie per Natale!

Si torna in forma

Esco da un periodo davvero difficile, un anno fa ho perso il lavoro, avevo un’azienda che è andata sull’orlo del fallimento e che per questo motivo sono stato costretto a chiudere. Ho vissuto un periodo veramente tragico, sono tornato a vivere dai miei che campano con la pensione di mio padre e con la minima di mia madre, riuscendo a trovare solo piccoli lavoretti saltuari da pochi soldi. Insomma, ho rischiato di entrare in una depressione cronica che, per fortuna, mi ha graziato, solo che sono ingrassato di 50 chili raggiungendo l’obesità. Non sono mai stato magrissimo, ho sempre mangiato tanto e male saltando pasti e abbuffandomi, di conseguenza, quando ne avevo la possibilità.

Tre mesi fa ho avuto una svolta importante, in meglio per fortuna, che mi ha permesso di tranquillizzarmi e stabilizzarmi dal punto di vista economico. Grazie anche al supporto dello psicologo sono uscito, un passo alla volta, dalla situazione molto spiacevole che mi si era venuta a creare intorno e ho iniziato a rialzarmi. Adesso tra i miei hobbies c’è addirittura la palestra! Io, che non ho mai mosso un dito o un muscolo, tranne quelli della bocca!

Insomma, sto guardando i prezzi cyclette per potermi portare ancora più avanti, tenendo un attrezzo in casa. Vado in palestra tre volte a settimana, ma contando che devo perdere molti chili, il medico mi ha consigliato di farmi una pedalata di mezz’ora al giorno, tutti i giorni, anche mentre guardo un film. Sono contento ed entusiasta del mio percorso, ho già perso una bella somma di chili, ma ancora non posso dirmi fuori pericolo. Il mio sogno è avere un corpo che mi piaccia e che mi faccia stare a mio agio, ma soprattutto che mi ricordi per sempre che sono uscito vittorioso dalla mia battaglia!

Anniversario dei miei genitori

E’ l’anniversario di nozze dei miei genitori, io e mia sorella stiamo organizzando una sorpresa per loro due. Gli abbiamo preso un robot aspirapolvere come regalo, ma vorremmo mandarli anche a farsi un viaggetto di almeno un week end da qualche parte.

Eravamo indecise sulla meta, è questo che principalmente ci ha frenato dalla scelta: mare o montagna? A mia madre piace il mare, a mio padre la montagna: un classico! Stavamo pensando a una meta in Austria dove praticamente potranno avere i benefici del mare, grazie a un bel lago adattato a spiaggia, ma anche quelli della montagna.

Conosciamo il ragazzo che lavora all’agenzia di viaggi e quando gli abbiamo chiesto una meta che avesse entrambe le cose, un po’ imbarazzate, ci ha rassicurate dicendoci che un sacco di persone vogliono la stessa cosa.

Di tutti i posti che ci ha consigliato, probabilmente l’Austria è quello migliore. Il problema vero e proprio è che entrambi hanno paura dell’aero, per questo motivo non possiamo farli andare troppo lontano.

Un altro problema? La cena. Volevamo spedirli in uno di quei ristoranti che possono ospitare un massimo di due persone, tutto pagato e pronto, tutto perfetto nei minimi particolari. Peccato che, avendo solo due posti, l’unico ristorante che fa una cosa di questo tipo nella nostra zona è già pieno. Affittare per loro un ristorante normale è un’idea folle, secondo mia sorella proviamo a sentire, che male c’è? Il male c’è, quando ti sparano una cifra a tre zeri solo per l’affitto per quella sera!

Siamo giunte alla conclusione che, quindi, regaleremo loro il robottino e il viaggio, per il ristorante ci penserà nostro padre, al quale abbiamo svelato i nostri piani malefici. È rimasto sorpreso e molto felice di quello che avevamo architettato, noi ci auguriamo che si divertano tanto perché lavorano troppo e se la meritano una bella pausa!